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Museo della Vagina a Londra

Il primo museo della vagina al mondo è nato a Londra

Nella caratteristica cornice di Camden Market a Londra, il 16 Settembre ha aperto il Vagina Museum, il primissimo museo al mondo interamente dedicato alla vagina.
Nato dal progetto di Florence Schechter, ispiratasi al peculiare museo del pene in Islanda, la raccolta fondi per finanziarlo è partita nel 2017 ed in due anni è stata capace di raccogliere bel 50mila sterline.
A differenza del museo fallologico islandese, quello della vagina nasce però con contenuti e motivazioni decisamente differenti, non solo per via del diverso organo genitale che lo ispira (e che porta con sé tematiche differenti), ma anche nel modo di porsi e le motivazioni sociali.
In un’epoca di cambiamenti importanti come la nostra, parlare di vagina in maniera corretta e porre rimedio a molti anni di disinformazione è un bisogno fondamentale. Noi, per esempio, ci siamo trovate a farlo (inizialmente un po’ per caso) parlando di coppetta mestruale Mooncup e di perineo e poi via via di molti altri argomenti. L’informazione che ha più sorpreso le donne e gli uomini in questi anni? Che la clitoride non è un bottoncino ma è lunga 11 cm!

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Lo scopo del Museo della Vagina

Il motivo più importante che ha portato Florence Schechter a decidere di dar vita a questo museo non è il semplice desiderio di intrattenere, provocare o incuriosire i visitatori, ma di informarli.
I temi principali infatti sono l’educazione sessuale e la salute dell’importante organo genitale femminile.
L’intento inoltre è marcatamente quello di de-stigmatizzare la vagina, argomento ritenuto ancora troppo “imbarazzante” da giovani e giovanissimi per colpa di un’educazione sessuale carente e della mancanza di una corretta informazione da parte degli adulti. Un argomento molto caro anche a noi di Bottega della Luna ormai da parecchi anni.
Un dato che fa riflettere in tal senso, e può aiutarti a capire perché l’assenza di informazione produca danni reali oltre che emotivi e sociali, è il fatto che stando ad un’indagine del Jo’s Cervical Cancer Trust, in Gran Bretagna più di una donna su quattro fra i 25 e i 29 anni si “vergogna troppo” a presentarsi per un normale esame di screening del cancro della cervice uterina. Un esame capace di salvare la vita contro il cancro più legato alle donne dopo quello al seno.
Parlare apertamente di vagina fin da bambine aiuta dunque a sdoganare un argomento ancora troppo legato ai tabù, il cui silenzio produce solo danni per la donna. Per questo motivo l’ingresso al museo risulta gratuito e senza limiti di età, e si propone di affrontare anche la complessa tematica dell’inclusione di persone trans ed intersessuali.

Una partenza importante: sfatare i miti

La prima mostra si intitola “Vagina Myths e How To Fight Them“, ossia miti sulla vagina e come combatterli, una rassegna importante volta a smascherare la disinformazione che da anni sguazza nel silenzio che ruota intorno alla vagina e tutte le tematiche relative.
Ti basti pensare che esistono leggende metropolitane di malattie veneree fasulle, nate e sviluppatesi nell’ignoranza generale e ancora oggi diffuse fra i giovanissimi.
Il museo si prepara dunque a raccontare ed educare, con collaborazioni anche autorevoli e pieno sostegno dalle istituzioni locali e le associazioni mediche.
Complimenti! Bravissime!
Ps: un peluche a forma di clitoride lo trovi anche nel nostro negozio a Milano o online!

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