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Noi donne abbiamo le mestruazioni una volta al mese, per circa 5 giorni, per circa 40 anni della nostra vita e durante questo periodo abbiamo bisogno di usare diversi prodotti per rimanere pulite e fresche. Che ricco  mercato quello dei tamponi e degli assorbenti: centinaia di milioni di euro l’anno, solo qui in Italia, per prodotti che ci sono assolutamente necessari.

Quale sicurezza e quale valore etico hanno questi prodotti?
Sono fabbricati in numeri molto elevati, fortemente commercializzati e venduti a buon prezzo, fatti di rayon sbiancato e plastica. Perché non vediamo maipubblicità di alternative molto più sicure, come per esempio gli assorbenti in cotone, lavabili e riutilizzabilio le coppette mestruali? Sono alternative molto più economiche e infinitamente più sicureper l’ambiente. Fino a pochi anni fa non sapevo nemmeno ci fossero prodotti alternativi e nemmeno sapevo potessero esserci rischi nell’utilizzo dei normali assorbenti o tamponi.

Quasi tutti gli assorbenti e tamponi sono realizzati con rayon sbiancato, cotone e plastica, pensate siano materiali sicuri a contatto o inseriti in vagina?
Per non parlare delle fibre che rilasciano, che possono causare infezioni vaginali e alla vescica e la sindrome da shock tossico. Inoltre sappiamo che i tamponi assorbono i fluidi naturali che la vagina produce per rimanere sana e pulita.
Guardiamo l’ingrediente principale contenuto nei tamponi e negli assorbenti: il rayon, che è una fibra prodotta da fibre di cellulosa. La cellulosa è una fibra naturale, ma per produrre il rayon sono necessarie procedure chimiche che includono: solfuro di carbonio, acido solforico, cloro e soda caustica. Gli effetti collaterali da eccessiva esposizione a rayon possono comportare nausea, vomito, dolore al petto, mal di testa e altro. Il rayon non è solo contenuto in tamponi e assorbenti, ma è una fibra comunemente presente in molti capi di abbigliamento.
Gli assorbenti contengono anche un po’ di plastica, che non consente la traspirazione, così possono anche causare delle infezioni.
Tamponi e assorbenti  sono sbiancati con il cloro, che è coinvolto nella produzione di diossina ed è collegato al cancro della mammella, endometriosi, soppressione del sistema immunitario e vari altri disturbi.
La coppetta mestruale è la prima scelta come alternativa ai tamponi. Si tratta di una coppetta flessibile, in silicone, che viene inserita nella vagina e raccoglie il sangue mestruale, senza assorbire il muco vaginale.
State pensando che sia scomoda, poco igienica? L’ho pensato anche io la prima volta che l’ho vista, ma poi ho riflettuto sui benefici che avrei ottenuto per me stessa (libertà, benessere, economia) e per l’ambiente, così ho provato e ho rimpianto di non averla scoperta prima. Tutte le donne che usano la Mooncup hanno fatto questo percorso ;o)
Pensate alla libertà di poter fare tranquillamente un bagno in piscina, di uscire senza la scorta dei cambi, di poter indossare un capo aderente, di sentirsi pulite. Pensate alle migliaia di assorbenti e tamponi che consumate durante gli 8-10 di vita media di una Mooncup!
Per chi preferisce gli esterni, ci sono anche assorbenti lavabili e riutilizzabili, realizzati con materiali sicuri. Alcuni di questi, come i Lunapads in cotone biologico, hanno anche pratiche strisce di cambio e misure diverse per i diversi livelli di flusso.
Gli assorbenti in cotone sono traspiranti e non causano irritazioni, i Lunapads hanno anche un inserto impermeabile. Se siete abili con ago e filo, potete anche cercare di farveli da voi.
Se non vi piace nessuna di queste opzioni, potete restare a mollo per l’intera durata del ciclo: forse prenderete un po’ di freddo, ma non butterete tra i rifiuti quintalate di porcherie, né entrerete in contatto con le sostanze chimiche di cui sono fatti assorbenti e tamponi. Scherzo, ovviamente. Un’alternativa per la salute – ma non per l’ambiente – c’è: sono gli assorbenti e tamponi usa e getta prodotti con cotone biologico e senza sostanze chimiche (per esempio Natracare).
Spero che questo breve articolo vi abbia aperto un po’ gli occhi e vi induca a riconsiderare il vostro modo di gestire il ciclo. Curiosate nel nostro sito e sono certa troverete la soluzione più adatta a voi.
 

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Ci occupiamo di intimità e di benessere della donna per diffondere una cultura del femminile più ricca e consapevole a partire dalla conoscenza di sé e del proprio corpo.

10 Commenti
  1. Anonymous 9 aprile 2013 at 18:01 - Reply

    vorrei sapere quali sono le basi “scientifiche” che sostengono queste considerazioni !!!

  2. Elena 9 aprile 2013 at 21:11 - Reply

    Sì, uso ancora gli assorbenti usa e getta, ritengo che siano una delle grosse rivoluzioni nella vita di noi donne, e non ho nessuna voglia di passare il mio tempo a lavare quelle pezze imbottite di stoffa dopo averle tenute su tutto il giorno (che schifo e che puzza…) o ad autostuprarmi con sto schifo di imbuto là dentro. Per carità, se c’è una categoria di persone che non sopporto sono le finte alternative.

    • Giulia Stelladineve 25 settembre 2013 at 16:02 - Reply

      Per quanto non condivida l’articolo, che mi sembra eccessivamente estremista, ci tengo a farti sapere che l’inserimento di una coppetta non è “autostupro”, è molto semplice; inoltre è molto comoda, non si sposta e non ci si deve cambiare spesso come son gli assorbenti. Insomma, non giudichiamo se non abbiamo provato!

  3. Anonymous 10 aprile 2013 at 10:43 - Reply

    io credo che prima di giudicare chi fa “finte alternative” si dovrebbe fare un esame di coscienza,dato che comunque questo articolo nn obbliga ad usare questi prodotti, li consiglia solamente, chi ha cervello per capire questa cosa, nn fa critiche inutili e nn tenta neanche di distruggere idee e consigli degli altri solo perchè rosica del fatto di nn averli postati lei…
    ognuno ha le proprie idee, ed è giusto dare consigli, se poi si vuol seguirli benvenga… altrimenti nn si posta tanto per farsi vedere di quanto sei “pulita o meno”… apprezziamo chi si impegna a mantenere un mondo meno inquinato, e che cerca soluzioni alternative!!! grazie

    • Anonymous 29 settembre 2013 at 16:00 - Reply

      Pienamente d accordo

  4. Anonymous 12 aprile 2013 at 21:57 - Reply

    La storia del cloro che provoca il cancro alla mammella non l’ho mai sentita nè mi sembra coerente a rigor di logica (generalmente il cancro alla mammella è determinato da altri fattori come problemi ai vasi linfatici o, semplicemente, l’alimentazione scorretta); ciò non toglie che possa sbagliarmi: è possibile un link ai documenti ufficiali che lo sostengono?

  5. lela 15 aprile 2013 at 16:32 - Reply

    Cioè se in piscina bevo …. mi viene il cancro??? Tutto il resto mi ha comunque incuriosita.

  6. Anonymous 16 aprile 2013 at 15:30 - Reply

    se ti metti il tampax muori sul colpo ahahaaa…

  7. Anonymous 8 ottobre 2013 at 12:33 - Reply

    eeviva l’egoismo femminile! tutte a starnazzare “W l’ambiente” ma poi cosa fate nella realtà quotidiana? NULLA. Assorbenti, salva slip (pulirvi con la carta costa?), trucco, smalto, creme, e via di scatole su scatole, confezioni su confezioni. Complimentoni!

    Poi che in una nazione cristianocentrica come questa con l’assoluta diffidenza verso la propria sessualità non si parli di mooncup e qualora si dica “autostupro”!!! bravissime.

    http://life.wired.it/news/salute/2013/04/02/quanto-impatta-una-donna-con-igiene-make-up-e-bellezza.html

    • Anonymous 7 settembre 2014 at 18:19 - Reply

      Non serve aggiungere altro!

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