Foto del profilo di Sar@

Fa male, ma non possiamo fare finta di niente.
Ecco i dati, chiari e semplici nel resoconto di VOICES “Amore vs Rabbia al tempo dei Big Data”, un’indagine basata sull’analisi di 80 milioni di tweet geolocalizzati nelle varie province italiane diffuso in occasione dell’evento del 17-18 febbraio di Trieste, organizzato dalla community di Parole O_stili.

Bersaglio della rabbia in rete: 40,4% politici; 27,7% donne; 23,3% stranieri; 8,6% omosessuali.

donne odio rete

Non è forse stata una grande sorpresa leggere stamattina questi dati, certo mi ha fatto riflettere sul nostro lavoro e su quello che possiamo fare in prima persona. Ognuna di noi in modo diverso.

Questi sono i quattro punti chiave su cui abbiamo lavorato (e lavoriamo) noi della Bottega della Luna fin dal 2003, insieme al cerchio di donne che abbiamo avuto la fortuna di incontrare (e che non vediamo l’ora di continuare ad allargare). Uno dei tanti modi possibili di vedere e agire.

1. Amiamoci sempre

Insistiamo spesso su questo argomento, ma va detto a chiare lettere che questo non significa che poi è colpa nostra se siamo bersaglio della rabbia.

Essere le prime a credere in noi stesse, rispettarci (in una sola parola amarci) ci aiuta a brillare e ci dà la forza di esprimerci in tutta la nostra bellezza senza vergogna.

Il modo che noi abbiamo scelto per promuovere questo amore è quello diffondere consapevolezza sulla sessualità, intesa in modo molto ampio: cicli della vita della donna, mestruazioni, perineo, sessualità.

Conoscere ci rende più libere.

Abbiamo cominciato per prime (nel 2003) a diffondere l’uso della coppetta mestruale Mooncup. Ci siamo subito accorte che questo piccolo oggetto rappresenta anche un modo per fare pace con le mestruazioni, con il sangue mestruale e con tutto l’immaginario negativo che fino ad oggi ci ha condizionato. E sì, perché la coppetta mestruale è molto più che un oggetto mestruale, come ci racconta bene Elli Sensi Pecora su Pasionaria.it

Da lì è nato un percorso che ci porta fino ad oggi e a quello che siamo. Da lì è nata la voglia di contribuire a diffondere conoscenza e consapevolezza. E spezzare qualche tabù.

2. Amiamo e rispettiamo le altre donne

Incredibile come abbiamo perso questa capacità. Nessuno ci insegna a stare insieme alle altre donne e a considerarle sorelle. Spessissimo ho sentito dire che le peggiori contro le donne sono proprio le altre donne. E in effetti basta fare un giro sui social per vedere vagonate di body shaming e attacchi di tutti i tipi.

Io stessa ho alle spalle una storia complessa a riguardo.

Lavorare con e per le donne, incontrarne a migliaia e migliaia, ascoltare la storia di ognuna, imparare ad apprezzare la loro unicità ha cambiato molto il mio punto di vista. Oggi cerco di vedere ogni donna come una sorella. Anche quelle con cui non voglio avere niente a che fare! 😀

Nel nostro lavoro questo si concretizza nella ricerca continua di nuove soluzioni e buone pratiche al femminile e, soprattutto, nel cercare sempre di evitare il giudizio.

3. Regaliamo alle nostre figlie sicurezza e autostima

Aiutiamo le nostre figlie a crescere sin da subito con l’autostima e l’amore di sé che noi dobbiamo conquistare giorno dopo giorno.

Un buon modo potrebbe essere quello di praticare quotidianamente i punti 1. e 2. 🙂 

Nel nostro piccolo sosteniamo e organizziamo eventi e incontri come questo.

Oppure creiamo linee di prodotti mestruali pensati per le ragazze che trasmettono messaggi positivi riguardo alle mestruazioni e quindi all’essere donna. Ma di questo parleremo molto nei prossimi giorni…

 

4. Comunichiamo con gli uomini intorno a noi

Il “femminismo” storico della mia mamma, tutto tra donne, ci ha aiutato molto a spezzare certi schemi ma rischia di limitarci. Sono convinta (e sicuramente non sono la sola) che sia arrivato il momento di lavorare insieme agli uomini su questi temi. A cominciare dai nostri compagni e i nostri figli maschi.

Coinvolgerli è la sfida di questi tempi.

Noi siamo partite come un progetto solamente femminile e per tanto tempo abbiamo pensato che essere solo donne fosse l’unico modo per lavorare su questi temi.

Oggi invece ha il progetto si è allargato e Davide ha un ruolo molto importante. Tutti i giorni ci troviamo allora di fronte alla realtà per come è: l’importanza di affrontare alcuni temi strettamente nel cerchio delle donne e la ricchezza di farlo anche in relazione con il maschile.

E voi cosa fate? Su cosa vi concentrate? Come agite nella pratica?

Fatecelo sapere nei commenti. Saremo felici anche di condividere le vostre attività.


Condividi il post sui tuoi social


Chi ha scritto questo post? Sar@

Foto del profilo di Sar@
Co-fondatrice della Bottega della Luna. Per un periodo ho fatto altre cose poi sono tornata. Non riesco a stare lontana dalla coppetta mestruale e da tutta la Bottega <3 Dal 2003 mi occupo di mestruazioni invece di costruire case.

0 Commenti

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico

Related post