Foto del profilo di Paola Sammarro

È recentemente tornato alla ribalta il best sellerscritto nel 1985 e tradotto in moltissime lingue “Il racconto dell’Ancella” di Margaret Atwood. Una storia ambientata in un futuro prossimo devastato dalle radiazioni atomiche, un mondo in cui gli Stati Uniti sono diventati uno stato totalitario e in cui il controllo della donna, o meglio del suo corpo, è diventato legge. Il sogno americano si è trasformato in un incubo, intrecciando tabù, repressione, paura e controllo.

“Il racconto dell’Ancella”: facciamo prima un punto sul libro

Autrice

Margaret Eleanor Atwood è una poetessa, scrittrice e ambientalista canadese. Prolifica critica letteraria, femminista e attivista, è stata vincitrice del premio Arthur C. Clarke e del Premio Principe delle Asturie per la Letteratura e soprattutto del prestigioso Booker Prize; è stata inoltre sette volte finalista del Governor General’s Award vincendolo per due volte . La Atwood è considerata la scrittrice vivente di narrativa e di fantascienza più premiata. I suoi lavori hanno visto una continua e profonda preoccupazione per la civiltà occidentale e per la politica, da lei considerati ad un crescente stadio di degrado.

Trama
“Il Racconto dell’Ancella” è ambientato negli Stati Uniti in un futuro prossimo; la società è governata da una teocrazia totalitaria che ha rovesciato il governo degli Stati Uniti. Alla fine del Ventesimo secolo la terra è devastata dall’inquinamento radioattivo e chimico mentre le superpotenze mondiali sono stremate dalla guerra. La popolazione ha raggiunto la crescita zero e le nazioni firmano così un accordo di non interferenza: ogni stato potrà intraprendere in maniera autonoma le iniziative che riterrà opportune per sedare le rivolte al suo interno. In questo scenario, negli Stati Uniti, a seguito di un golpe, si insedia un governo teocratico di ispirazione biblica, “L’Impero di Galaad”. Immediatamente le donne sono rese asservite all’uomo (licenziate ovunque e i loro beni assegnati al legittimo consorte o padre), vengono dichiarate illegali tutte le altre confessioni e i matrimoni celebrati al di fuori della religione di Stato. È vietata anche la lettura.

Protagonisti
Al vertice della società ci sono i Comandanti, depositari del potere, ai quali è assegnata una Moglie. Se costei si rivela sterile o comunque incapace di concepire, viene loro assegnata un’Ancella, figura femminile dedicata alla sola procreazione. Oltre alle Ancelle, alle Mogli e ai Comandanti, ci sono le Nondonne, donne dichiarate sterili o troppo anziane per svolgere lavori umili, le Marte, ovvero le serve, gli Occhi, membri dei servizi segreti, i Custodi ossia l’equivalente maschile delle Marte cui non è consentito avere rapporti con le donne, gli Angeli, ossia i soldati, le Zie, guardiane del rigore morale delle donne, le Economogli, sposate a uomini appartenenti a bassi ceti sociali, e le Prostitute, la cui esistenza non è ufficialmente ammessa.
La storia della protagonista, l’Ancella Difred di cui non conosciamo il vero nome, è incisa su delle musicassette ritrovate un secolo dopo, così apprendiamo gli eventi della sua vita. Prima di essere costretta a diventare un’Ancella, Difred viveva con Luke, un uomo divorziato e aveva avuto una figlia. In pochi mesi la sua vita è sconvolta: licenziata, il conto corrente sequestrato, viene perseguitata. Con Luke e sua figlia tenta una fuga in Canada ma i tre vengono catturati: Luke sparisce, la bambina viene data in affidamento e Difred viene costretta alla schiavitù sessuale come Ancella in casa dei Comandanti.

Recensione riflessiva: l’individualità genera controllo

L’uomo e la donna, nel corso dei secoli sono stati analizzati, descritti e rimandati come “modelli da perseguire” attraverso un ruolo e una funzione sociale. Un mezzo e un fine da prefiggersi. Classificati come genere maschile e genere femminile, ognuno con il proprio “manuale d’istruzione”.

L’essere umano ha il diritto di costruirsi il proprio destino?

A quanto pare no! L’equilibrio tra libertà e controllo è sorvegliato con armi importanti e dalla mira precisa: tradizione e paura. Nel libro si intrecciano importanti temi sociali e politici che utilizzano la figura femminile come mezzo e metafora. Gilead non è solo un luogo di ambientazione, ma un regime teocratico che ha soppiantato con un colpo di stato la democrazia statunitense, instaurando una dittatura imperniata su tradizioni puritane, simbolismo biblico e sorveglianza di stato, in cui le donne hanno perso la libertà.

Atwood nella sua narrazione distopica e contestualizzata di questo romanzo, realizza una funzione primaria: metterci in guardia su pericoli reali del nostro presente attraverso il racconto di un ipotetico futuro.

Come? Così come è avvenuto nei secoli: La donna da sempre è stata privata della propria individualità, del proprio “io”, donato allo Stato, alla Religione e alla Coscienza.

Dal libro: “Esiste più di un genere di libertà, diceva zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo”

L’aspirazione a diventare se stesso, senza assumere modelli esterni è una forma di libertà, una riappropriazione di sé , di autenticità. Già rivendicata da grandi filosofi dell’ottocento come Stirner, la libertà di appartenere ai propri ideali è stata combattuta da prima con la censura, con la colpa poi e la paura infine di essere etichettati come egoisti, persone prive di valori e di etica.

La maternità come forma di controllo sociale

La Atwood rimanda al lettore una riflessione più ampia di “funzionalità” femminile. Le donne servono a procreare, laddove non è possibile, vengono sostituite. La Moglie ricopre un ruolo “istituzionale” all’interno della gerarchia femminile di Galaad in quanto incarna la purezza, non avendo uno scopo riproduttivo ma di accudimento e dedizione verso il Comandante.

Se la Moglie si rivela sterile o comunque incapace di concepire, viene loro assegnata un’Ancella. In verità il concetto sarebbe molto più ampio da esplorare, le Mogli posso concepire comunque o sono una metafora della donna Madonna? Durante l’amplesso che il Comandante ha con l’Ancella, la Moglie è parte attiva/passiva: ovvero accoglie tra le proprie gambe l’Ancella, che a sua volta, tra le gambe accoglie e raccoglie il seme della procreazione. Il ruolo della Moglie è quasi una metafora del ruolo Moglie-Madre-Madonna. Simbolo di purità e dedizione.

Uomo mai messo in discussione

In questo scenario l’uomo è simbolo di forza, quindi non è mai messa in discussione la sua capacità di procreazione.

Il racconto dell’Ancella narra di donne che sono state fatte “ancelle”, ragazze asservite a potenti famiglie di “comandanti” per i quali sono destinate esclusivamente alla procreazione. Subordinate alle Mogli, come metafora odierna della – presunta – mercificazione del corpo femminile anche tra donne, tramite la maternità surrogata. E poi ancora le Nondonne, donne dichiarate sterili, quindi inferiori.

Essere donna equivale ad essere madre? Diventa quindi modello di valore identitario femminile?

È davvero lo scopo esistenziale, supremo, l’unico modo di esistere come persona, di evitare il fallimento totale agli occhi della società?
Maternità da esporre, corpo funzionante, che non può invecchiare che deve rimanere statico ad una età non definibile. Di quanta mediazione tra se stessa e la società ha bisogno una donna per vivere il suo essere in tutte le sue sfumature?

L’opportunità che ha la donna di uscire dall’universalità del modello madre o donna-immagine sta nella ricerca di costruire e costruirsi una particolarità e peculiarità del tutto personale, una creazione di se stessa che le deriva proprio dal fatto di non essere assoggettata ad un modello precostituito.

Essere donna non è un “marchio” ma un aspetto flessibile dell’esistenza. Si può scegliere una strada diversa dalla tradizione familiare, sociale e religiosa, affermare un “io” costruito sulla propria idea di sè e sulle proprie aspettative verso il mondo, questo sarebbe auspicabile oggi, prima che l’uscio di casa si apra sulle strade Galaad.

Da questo libro è stata tratta una serie TV, ora alla seconda stagione.

Condividi il post sui tuoi social


Chi ha scritto questo post? Paola Sammarro

Foto del profilo di Paola Sammarro
Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione e contenuti pubblicitari per diverse aziende. Da sempre ho esplorato, indagato e lavorato con il "femminile" nelle sue svariate espressioni di vita. Culturali, di genere, imprenditoriali.

0 Commenti

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico

Related post