Stare bene migliora la vita. E fin qui siamo tutti concordi. Ma se vi dicessimo che anche usare un vibratore porta benefici alla vostra vita ci credereste? Allora ecco qualche motivo per prendere in mano la vostra vita… pardon, vibratore.

Il nocciolo della questione è che l’orgasmo è parte integrante per il nostro benessere psicofisico e che raggiungerlo è importante, in qualsiasi modo voi lo riteniate giusto.  Se decidete di provare anche con un vibratore, in questo articolo vi daremo qualche dritta per utilizzarlo al meglio e scegliere quello più adatto a voi.

Ma quali benefici comporta l’autoerotismo? Ecco qualche chicca

  • ALLEVIA LO STRESS
    Uno studio eseguito anni fa da Carol Rinkleib Ellison ha evidenziato che molti individui che praticano l’autoerotismo si rilassano notevolmente. Questo perché c’è un rilascio di ossitocina che stimolano calore e relax. Inoltre alcuni scienziati della Groningen University in Olanda hanno trovato che, quando le donne hanno un orgasmo, l’amigdala (ovvero la parte del cervello associata con la paura e l’ansia) non ha alcuna forma di reattività.
  • AIUTA A COMBATTERE L’INSONNIA
    Una domanda con una risposta scontata: per riuscire a dormire preferite prendere un sonnifero o avere un orgasmo strabiliante? Ebbene, una ricerca condotta negli Stati Uniti ha stabilito che il 32% di un campione di 1.866 donne, per facilitare il sonno si masturba: in questo modo vengono difatti rilasciate molte endorfine che aiutano rilassarsi e facilitano il riposo, con un effetto sedativo.
  • COMBATTE GLI EFFETTI DERIVANTI DA DOLORI CRONICI
    Il rilascio di endorfine durante l’orgasmo produce una sensazione di benessere e di euforia simile a quella che si prova quando si assume della morfina o dell’oppio. Proprio per queste capacità analgesiche, le endorfine combattono l’emicrania e aiutano a contrastare stati di ansia e di depressione perché agiscono sul sistema nervoso centrale. Ecco perché l’orgasmo fa bene al mal di testa e allevia i dolori mestruali.
    E poi ancora: mantiene in salute il pavimento pelvico, ossigena il sangue, aiuta a mantenersi in forma e via dicendo… non vi sembrano già ottimi motivi?!

Quante donne in Italia usano un vibratore? Un sondaggio del settimanale «Donna Moderna», pubblicato nel 2017 rivela che il 67% delle donne italiane sa che cosa sono questi sex toys e a cosa servono. Tra di loro, il 3% li usa da sola, il 19% li usa in coppia, mentre il 35% non li ha mai usati e il 10% delle donne che non li ha mai provati lo vorrebbe fare.
«In Italia sono ancora un tabù, eppure insegnano a conoscere meglio il proprio corpo e i segreti dell’eccitazione sessuale», spiega Rossella Nappi, ginecologa dell’università di Pavia e presidente della Società mondiale per la sessuologia femminile. «Per ora li acquistano soprattutto le donne tra i 30 e i 40 anni», osserva Laura Testa, sessuologa di Loveline, il programma di Mtv, intervistata da «Donna Moderna». «Le giovanissime sono ancora troppo prese dalla scoperta del sesso per esplorare nuove frontiere». Dal sondaggio emerge anche che il 45% delle donne intervistate ha usato i giocattoli erotici per aumentare il proprio piacere sessuale, il 42% per ravvivare il rapporto col partner e il 13% perché era alla ricerca di qualcosa di nuovo. Inoltre, il 46% preferisce gli anelli stimolatori, il 39% classici vibratori e il 15% massaggiatori piccoli e discreti.

Usi, materiali e rischi. Si stima che gli incidenti oggi siano molti di più, sia perché è aumentato l’utilizzo di vibratori, dildo e altri giochi erotici, sia perché talvolta le persone che incorrono in un qualche problema di questo genere si non recano al pronto soccorso per vergogna. Cosa da non fare mai perché la tempestività è molto importante per evitare l’aggravarsi delle condizioni di salute.

Non abbiamo a disposizione dati italiani ma esiste una ricerca(1) secondo cui tra il 95 e il 2006 6.799 persone sono state ricoverate solo negli Stati Uniti per incidenti correlati all’uso di sex toys.

Ecco quindi cosa sapere per usare in sicurezza il tuo sex toy.

Prima di cominciare: come scegliere il vibratore giusto

1) Scegliere un materiale atossico

La cosa più importante è scegliere un vibratore senza tossine e senza ftalati. Sono composti chimici a base di petrolio usati per migliorare la modellabilità delle plastiche (PVC). Purtroppo in anni recenti se ne è fatto un uso spropositato in molti settori che ha avuto come conseguenza l’inquinamento massiccio del terreno e di conseguenza dei nostri stessi alimenti. Gli ftalati sono stati correlati a problemi di infertilità (interferiscono con il sistema endocrino, ovvero con i nostri ormoni), al rischio di diabete, obesità, sviluppo di allergie e disfunzioni tiroidee. Riassumendo: gli ftalati sono proprio quello che non vogliamo in vagina!

Scegliere un buon vibratore vuol dire anche assicurarsi che sia in silicone di grado medico. Al momento il materiale certificato come più sicuro per il nostro organismo.

È molto importante anche che sia colorato con sostanze atossiche e che non si deteriorano con l’uso. Tra le nostre amicizie si tramanda la storia di una vagina blu! No, no, no! 🙂

La marcatura CE è importante ma non garantisce del tutto la qualità superiore. Si tratta di un’autocertificazione con cui il produttore dichiara che il suo prodotto è conforme alle norme europee. Se acquistate da siti stranieri cercando principalmente il risparmio (marketplace, siti asiatici) o anche in negozio puntate al prezzo più basso, sappiate che potreste incorrere in contraffazioni. Come il buon vino, un buon vibratore non può avere prezzi sotto una certa cifra. Meglio cominciare con qualcosa di piccolo, magari a pile, ma sicuro. E, eventualmente, acquistare pochi pezzi buoni nel tempo.

La nostra scelta è stata quella di vendere solo vibratori di cui conosciamo direttamente il produttore. Troverete in particolare una vasta gamma di articoli Fun Factory per la qualità dei quali ci sentiamo di esporci in prima persona. Siamo state a visitare la loro fabbrica in Germania e siamo estremamente soddisfatte di questo prodotto. Anche gli altri articoli sul nostro sito soddisfano i requisiti minimi di qualità.

2) Scegliere una forma sicura e la misura giusta

È molto importante scegliere un prodotto senza parti affilate, etichette o pezzi in plastica che si possano staccare o che possano graffiare. Ci sono paesi occidentali (come gli Stati Uniti) dove, a causa di un incredibile vuoto normativo, è possibile vendere toys senza alcun controllo di qualità perché vengono dichiarati come oggettistica. Scegliete un prodotto di qualità, marchiato CE, prodotto da un fabbricante con un’ottima reputazione.

Anche la misura è importante. Ma non nel solito senso in cui tendiamo a pensare: non sempre grande è meglio. La maggior parte dei toys in commercio hanno un diametro e una lunghezza simile alle dimensioni del pene ma alcuni modelli sono prodotti in versione esagerata. Il nostro suggerimento è di cominciare con una misura che siete sicure di poter “gestire” e di non avere “gli occhi più grandi della vagina” (cit). Potreste farvi male o – come minimo – rimanere insoddisfatte dell’acquisto. 🙂

3) Non tutti vibrano allo stesso modo: scegliere un motore di qualità per non perdere sensibilità.

Spesso, spessissimo – direi quasi sempre, i vibratori vengono pubblicizzati come “potenti”, “generosi”, “intensi” e chi più ne ha più ne metta. Ma lo sapete che tutta questa potenza spesso (fino al 18% dei casi) può dare come effetto collaterale insensibilità cronica e dolore? (2). “La buona notizia è che questa insensibilità è normalmente temporanea e può essere risolta con un periodo più o meno lungo di astinenza. L’ottima notizia è che scegliendo il vibratore giusto si minimizza questo rischio. I motori dei prodotti Fun Factory sono studiati in modo tale che le onde delle vibrazioni (discontinue) non portino alla perdita di sensibilità dei ricettori sensoriali.” ci dice Ava Oiknin, sessuologa.

Questo problema è particolarmente sentito negli stati uniti dove ancora oggi sono presenti sul mercato e vengono apprezzati come estremamente potenti i vibratori a gelato attaccati direttamente alla corrente elettrica. Vi ricordate il film Hysteria?

Bene, abbiamo parlato abbastanza dei no, no, no e siamo pronte per i sì, sì, siiiì!

Quando arriva il momento: come usare il vibratore senza farsi male 🙂

1) Quali vibrazioni per amplificare l’orgasmo

Un vibratore potente vi promette di raggiungere il picco orgasmico molto velocemente, dieci volte più velocemente che durante un rapporto. Qualche volta questo può essere esattamente quello che vogliamo: scaricare velocemente l’energia sessuale in circolo e avere un orgasmo intenso e veloce.

Come donne (ma anche come uomini) però abbiamo la fortuna di poter sperimentare orgasmi intensi e duraturi, una vera e propria onda orgasmica che sale lentamente, raggiunge un livello di eccitazione che perdura (chiamato da Masters e Johnson plateu) e dal quale spicchiamo il volo con uno o più orgasmi e dopo il quale lentamente riscendiamo  – sempre provando piacere – per finire in uno stato di appagamento e quiete. Qualche volta lo avete provato?

Una cosa che – se vi piacciono i grafici – potreste visualizzare così.

Per fare questo vi consigliamo di non partire subito con la massima potenza ma di inserire il vostro vibratore in una esperienza sensoriale più completa, che coinvolge tutto il corpo e il respiro, e di utilizzare dapprima le vibrazioni più basse (o nessuna vibrazione) per salire ad intensità superiori solo col crescere dell’eccitamento.

Per gestire al meglio questa crescita vibrazionale, sono molto utili i toys con un “pannello comandi” semplificato che consente con un solo tocco di aumentare l’intensità della vibrazione di un livello per volta.

Naturalmente, non siamo obbligate ad avere o cercare un orgasmo come questo, anzi ne possiamo avere di diversi, diversissimi tra loro e tutti sono l’orgasmo giusto per la circostanza in cui ci troviamo. Esilaranti i grafici di Raphaelle Roux aka Glasmond sui molti tipi di orgasmo!

2) Usare un lubrificante all’acqua

È importante usare un buon lubrificante quando si usa un sex toy. Soprattutto all’inizio quando devi sperimentare se la misura che hai scelto è quella giusta.

In vagina usa un lubrificante all’acqua con il tuo toy in silicone medico.

Per uso anale un po’ di silicone nel lubrificante è necessario. Ti consigliamo un lubrificante a base d’acqua con quel tanto di lubrificazione in più che serve.

3) Solo i toys giusti per uso anale

Il 78% dei casi di infortunio correlato all’uso dei giocattoli erotici è relativo alla zona anale. È molto importante usare solo toys specifici con l’apposito stop: devono avere una corolla o un altro tipo di forma che impedisca nella maniera più assoluta che il toy venga “catturato” dall’intestino senza che si riesca più a farlo uscire. La fantasia a letto è la benvenuta ma qui dobbiamo proprio metterle un freno!

Qui ci sono alcuni esempi di dildo adatti all’uso anale di varie marche e materiali.

4) Igiene!

Utilizza solo prodotti ben lavati e che non siano di materiale poroso (come il gel, per esempio). Qui possono annidarsi batteri e virus.

Igienizza il tuo toy in silicone con un prodotto specifico o abbondante acqua e sapone neutro. Se ritieni di soffrire di qualche disturbo (per esempio, la candida o altro) usa il toy con un preservativo per evitare di riproporre il problema con il prossimo utilizzo.

Conclusioni

Ora che sapete un po’ di più… cancellate gli appuntamenti dall’agenda: è ora di prendersi un po’ di tempo per sé. Ma prima controllate se il vostro amico ha tutte le qualità per essere un amico vero!

(1) Russell Griffin & Gerald McGwin Jr., Sexual Stimulation Device-Related Injuries, 35 J. SEX & MARITAL THERAPY 253, 255 (2009).

(2) Regina Nuzzo, Good Vibrations: U.S. Consumer Web Site Aims to Enhance Sex Toy Safety, SCI. AM. (May 24, 2011), (“A 2009 Indiana University study published in the Journal of Sexual Medicine found that 53 percent of all women have used a vibrator, and 18 percent of those have had numbness, pain and other side effects. Known in the occupational-safety world as ‘vibratory strain injury,’ these problems may at first merely frustrate but can develop into chronic conditions.”).