Da metà settembre in poi giovedì sera in casa mia è sinonimo di pizza e X Factor. Ieri a maggior ragione ero pronta e puntuale davanti alla tv per la prima serata dei live.

Mi aspettavo un inizio spettacolare ed emozionante e sono rimasta molto sorpresa quando è finita la sigla e lo show è iniziato con queste parole:

Il valore di un paese è dato da come tratta le donne.
I commenti vergognosi sul nostro corpo, il disprezzo delle nostre ambizioni e intelligenze;
pensiamo tutti sia una vecchia storia ma sentiamo esattamente ancora le stesse cose.
Parliamo chiaro: gli uomini veri non hanno bisogno di sminuire una donna per sentirsi forti.
È il momento di dire che il troppo è troppo.
Questo deve finire. Adesso.

Subito dopo, sul palco, la performance delle Ibeyi, due gemelle di origine franco cubana che nelle loro canzoni trattano proprio tematiche come intolleranza, femminicidio, violenza sulle donne, sessismo. Cercandole su internet (non le conoscevo) ho trovato questa loro dichiarazione:

«La violenza è incredibilmente tuttora un tabù, molte donne rimangono in silenzio. Abbiamo il dovere di costruire un mondo in cui qualunque donna senta il diritto e il dovere di denunciare tutto ciò che di sbagliato può esserle fatto, di gridarlo al mondo. Le giovani donne devono essere educate alla forza, così come i giovani uomini devono essere educati al rispetto».

Insomma, guarda un po’. Forse davvero nella testa delle persone sta entrando il concetto che la violenza sulle donne è un tema serio, un problema sociale che va affrontato e di cui bisogna parlare seriamente, se persino un talent come X Factor (visto da migliaia di persone, in maggioranza giovani e giovanissimi) sente di dover aprire la prima serata con un messaggio in questo senso.

È adesso il momento di parlarne, secondo me va bene farlo, a patto che non resti un gesto isolato, che non sia solo cavalcare una “moda”.
Alessandro Cattelan a fine performance ha detto “Quest’anno da questo palco grideremo tutte le volte che servirà”, mi aspetto che sia così.

Fin qui tutto bene, quindi, ma c’è un “ma”.

Finita la performace è il momento dell’ingresso dei giudici.
Altra coreografia megagalattica, luci, lustrini, musica a palla e: alcune performer in stile catwoman con maschera, catene, calze a rete e perizoma, di spalle a martellare sui dei tamburi giganti.

x factor 11

uno screenshot del video @video.sky.it/xfactor

Mi ha dato davvero fastidio.
Ancor di più per quanto avevo visto due minuti prima. Ancora, ancora di più perché l’ho trovata una cosa gratuita, non inserita in una coreografica particolare che potesse in qualche modo legittimare la scelta, ma proprio così, tanto per “far vedere un po’ di culo”. Insomma, un bel vestito al posto del perizoma potevano sceglierlo.

Tutto questo però mi ha fatto pensare.
Pur nella buona fede, che vedo nel messaggio dato all’inizio, siamo talmente tanto invischiati in un certo immaginario da fare una boiata così subito dopo aver cercato di fare una cosa buona.
E la contraddizione si è vista forte.
Penso che se davvero “il valore di un paese è dato da come tratte le donne”, anche il tipo di immaginario a cui siamo legati e che viene trasmesso deve cambiare. Per farvi un’idea andatevi a vedere il documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. È del 2009, tanto per dire che non è proprio un giorno che si parla di questi argomenti.
E che finché nelle nostre teste non vedremo tutti i pezzi “non picchiare” “rispettare” “non è un oggetto” ecc… come un unico grande puzzle, non faremo mai dei veri passi avanti.